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il blog di Alessandro Rocchi, web strategist e web communication manager attualmente impiegato alla websolute srl di pesaro. Appasionato di web, comunicazione, fotografia. Pesaro rimini ancona romagna marche
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A confronto con le principali web agencies italiane. Vi presentiamo i risultati di una nostra ricerca che evidenzia l'elevata specializzazione dei servizi offerti ai nostri clienti per la promozione e il posizionamento dei siti internet aziendali nei principali motori di ricerca.

Una recente indagine svolta da Nextplora mette in evidenza che in Italia l' 88% degli utenti utilizza i motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti o servizi che ha intenzione di acquistare. Nel 76% dei casi gli italiani comprano l'oggetto di cui hanno cercato informazioni tramite i search engines.

A questi dati interessanti, se ne aggiunge un altro: e' statisticamente provato che l'utente medio non va oltre la seconda pagina dei risultati di Google, Yahoo e degli altri motori di ricerca. Quindi, per incrementare il numero di visitatori interessati ai servizi/prodotti di un sito, e' importante occupare le posizioni piu' elevate - entro i primi 20 posti o entro le prime due pagine - a garanzia della massima visibilita'.

Websolute studia strategie di web marketing vincenti per la promozione online dei siti web e il posizionamento sui principali motori di ricerca italiani e internazionali. Web Position e' lo strumento professionale di Search Engine Marketing (SEM) e Search Engine Optimization (SEO) messo a punto da Websolute per pianificare e ottimizzare la visibilita' online di siti di grandi aziende, fra le quali: Gaggia, Teuco, Banca Marche, Pixel, Scavolini, Monini, Eden Viaggi.

Per migliorare sistematicamente la qualita' dei propri servizi, Websolute ha attivato da tempo una serie di benchmarking raffrontativi con le principali web agencies nazionali, soprattutto quelle leader nell'erogazione di servizi di web marketing.
Il confronto di questa settimana e' con TSW, la migliore agenzia di servizi web in Italia specializzata nel Search Engine Marketing.

Abbiamo comparato i risultati del Web Position di Websolute per alcuni nostri clienti attraverso una ricerca per parole-chiave su Google, con quelli di aziende competitor per le quali TSW studia soluzioni di posizionamento. Ne e' uscito un quadro molto interessante, che dimostra il livello di eccellenza che Websolute ha raggiunto in questi anni.
Keyword Cliente Websolute Posizione nei risultati Cliente TSW Posizione
nei risultati

Vasche idromassaggio
  • Teuco 1
  • Jacuzzi 2
Vasche
  • Teuco 2
  • Jacuzzi 5
Caffe' espresso
  • Gaggia 1
  • Illy 3
Fidi prestiti
  • Confartfidi 2
  • Credial Oltre la 20^
Carta prepagata
  • Banca Marche 10
  • Carta Aura Oltre la 20^
Banca a distanza
  • Banca Marche 3
  • Unicredit Oltre la 20^
IBAN
  • Banca Marche 4
  • Unicredit Oltre la 20^
Franchising negozi per bambini
  • Pixel 1
  • OVS Oltre la 20^
Negozi franchising
  • Pixel 6 OVS Oltre la 20^

Motore di ricerca: www.google.it
Data della ricerca: 30.06.2008

Va precisato che i risultati vanno contestualizzati al giorno in cui e' stata effettuata la ricerca delle keywords nei motori di ricerca (in questo caso il 30.6.2008). La posizione nelle pagine e' soggetta infatti a variazioni nel tempo. Le efficaci soluzioni a servizio dei nostri clienti garantiscono ai siti web la massima visibilita', grazie a continue attivita' di monitoraggio per ottenere sempre elevate performance di posizionamento.




https://www.google.com/adplanner

Google ha svelato un nuovo tool dedicato agli inserzionisti pubblicitari sul web: si chiama Ad Planner e promette di dare del filo da torcere alle compagnie tradizionalmente impegnate in questo settore, tra cui spiccano i grandi nomi come ComScore e Nielsen Online.

Lo scopo è piuttosto ovvio: indicare a chi desidera investire nella pubblicità online quali siano i siti web più adatti a ospitare i loro banner. Lo strumento è rappresentato dai dati collezionati direttamente dai server web, mentre gli attuali leader di mercato propongono soluzioni basate su sondaggi o su un gruppo di navigatori monitorato (un po' come fa la nostra Auditel per le trasmissioni Tv).

Con Ad Planner gli inserzionisti potranno generare statistiche sull'andamento dei siti che li interessano e decidere le proprie strategie basandosi su informazioni che dovrebbero rispecchiare piuttosto fedelmente il reale successo delle pagine web.

L'uso, dice la presentazione fatta da Google, è semplice: "inserite i dati demografici e i siti associati con l'audience desiderata e lo strumento fornirà informazioni sui siti che alla vostra audience piace visitare".

Se il rilascio di questo tool potrà dare grattacapi alle agenzie attuali, ancora più interessante è notare come Google disponga di una mole di dati davvero notevole che sta pian piano mettendo a disposizione tramite i propri strumenti; ora c'è Ad Planner, poco tempo fa è arrivato Trends e da tempo esiste Analytics.

D'altra parte, Google detiene anche diversi dati personali tramite servizi come Gmail o Health, la cartella clinica online. Considerata la crescente importanza della pubblicità online, riconosciuta anche da Microsoft che per questo voleva Yahoo, lo scenario è piuttosto interessante. Non credere alle rassicurazioni di Google, che giura di non usare i dati sensibili per fini men che nobili, lo renderebbe inquietante




Giovedì l'Icann, l'autorità statunitense che gestisce i domini di primo livello e che assegna nomi e numeri identificativi sulla rete (.com .org .net ecc ecc)
potrebbe liberalizzare i domini autorizzando tutte le parole, in ogni lingua come estensione finale.

Le regole finora ferree che permettono solo domini legati ai nomi dei paesi (.it, .de .eu .us), al commercio (.com) o alle organizzazioni (.org,.net) potrebbero andare in pensione.

Messa così, potrebbe trattarsi di una delle più grandi trasformazioni della rete negli ultimi anni. A partire dal 2009 - un incubo o un sogno a seconda dei punti di vista - 1,3 miliardi di internauti potrebbero essere liberi di dare il nome che più li aggrada all'estensione del loro sito. Le grandi città e i grandi gruppi economici avranno una loro sigla, ce ne sarà una per Roma, Milano, Londra o New York.

Nelle casse dell'Icann, che incassa una percentuale su ogni registrazione, entreranno molti più soldi. Attualmente sono 162 milioni i nomi recensiti, di cui più della metà in .net e .com, per un totale di circa 250 estensioni. Limitazioni che qualcuno ha già aggirato: l'isola di Tuvalu, per esempio, ha affittato la denominazione .tv a molte televisioni.

Molti si chiedono come farà la società a impedire un accapparamento di "false estensioni", come già era successo con il vecchio sistema. Di sicuro sarà un momento festeggiato dall'industria del porno, che attende da anni l'assegnazione dell'estensione .xxx.




Sono stati presentati nella cornice della stupenda capitale catalana, nell’ambito del Gartner Symposhium 2008 alcuni dati che non lasceranno indifferenti coloro che in qualche modo hanno a che fare con il web. SI è parlato di una Bolla speculativa virtuale: sarebbe la seconda nel giro di meno di un decennio.

Se infatti in numeri sono quelli divulgati a Barcellona non si può che rimanere in attesa dello scoppio: solo il 10% dei progetti messi in piedi autonomamente dalle aziende o all’interno di Virtual Words fallirà nel giro di dodici / diciotto mesi. Non mi parè un gran successo.

Ad affermarlo è l’analista Steve Prentice della società di analisi strategiche Gartner, famosa quest’ultima per aver azzeccato nel 2000 una previsione molto simile a cui pochi credevano. Nel 2000 Alexander Drobik prevedeva che delle “pure dotcom” ( cioè tutte quelle società che operano su internet e per internet) nel giro di un decennio, sarebbero sopravvissute il 5 massimo l’8 per cento: il resto (e che resto) fallita o comprata da altre società. Mi sembra che l'andazzo si sia rivelato corretto.

Questa volta la previsione riguarda l’ambito delle aziende e degli enti. E' innegabile la fioritura di iniziative, anche illustri, tese a creare nei mondi virtuali dei “luoghi replica” delle attività reali di banche, assicurazioni, griffe di moda, media, università e molto altro.




Fabio di http://www.guadagnareconunblog.com/ mi chiede: “Una curiosità: gli annunci in contrasto con la pagina rendono bene?”

In pratica Fabio è curioso di sapere se gli annunci di adsense con un bel contrasto rispetto al sito che gli ospita, hanno un ritorno soddisfacente: la domanda evidentemente me l’ha posta perché ha visto che sul mio blog Altamente ho messo gli annunci con fondo nero su un corpo pagina bianco.
La mia risposta è stata la seguente:

Ciao Fabio,ho sperimentato la cosa su questo sito che ho lanciato nel 2005 http://www.xlacasa.it/ Non so se ci eri capitato.

Cmq tenuto conto di un target molto diverso, ho delle percentuali
di visita/click molto alte: 23% è alto no? Sul blog personale
non ho ancora dati significativi: cmq pensavo di aumentarne la
visibilità con colori sgargianti sul modello di xlacsa.it



Quindi sul mio blog ancora non ho i numeri per azzardare una analisi di ROI, però su http://www.xlacasa.it/ che è online da diversi anni posso dire che gli annunci belli evidenti funzionano: c’è da dire però che stiamo parlando di utenti con profili molto differenti tra loro.

Infatti sul blog visti gli argomenti che tratto, i visitatori sono tipicamente molto scafati e distinguono bene ciò che è un contenuto “originale” da ciò che è advertsing. Su xlacasa invece gli utenti sono spesso semianalfabeti informatici (se vedeste le chiavi di ricerca con cui si accede non avreste dubbi nemmeno voi) e per questa utenza proporre contenuti adv che attirino l’attenzione porta risultati evidenti.




Sono passati dieci anni: era il 1998 quando in Italia avvenne il primo acquisto online. Si trattò di un libro di Andrea Cammilleri il padre del commissario Montalbano.

Precisamente il compleanno ricadrà il 3 Giugno prossimo, e precisamente stiamo parlando di un acquisto effettuato presso un e-shop italiano.

Oggi nel 2008 i cyber acquirenti sono diventati 5 milioni ma l’italia è ancora indietro rispetto all’europa. Inoltre In Italia il 50 per cento del venduto (fatturato) sul web viene da viaggi e biglietti aerei, mentre altrove prevale la vendita di prodotti materiali: libri, dischi, prodotti di bellezza, abbigliamento ecc ecc.

Il ritardo Italiano sembra dovuto alla ormai famigerata ritrosia nel diffondere i dati della carta di credito, nella diffidenza verso la qualità della merce e del venditore e anche in un ritardo culturale delle aziende italiane che non si sono ancora lanciate nell’e-commerce come avviene invece altrove tipo Francia o Inghilterra.

Altri dati: circa il 33% degli utenti internet in Italia acquista online (in Francia si parla del 50%) ed il 98% di questi dichiara molta soddisfazione.
Dati presentati al
Netcomm e-Commerce Forum di Milano




Mi occupo del sito del Fan Club Ufficiale di Valentino Rossi dal 2000. Ogni anno o quasi un restyle: se avessero più tempo da dedicarci il progetto sarebbe sicuramente più efficace sopratutto a livello di informazioni, aggiornamenti, fotografie originali, ecc ecc.



Da qualche settimana ho pubblicato il tesseramento online cioè la possibilità di pagare la quota associativa di 46 euro direttamente sul sito con carta di credito.

L'iniziativa ha avuto un grande successo: l'anno scorso i tesserati erano circa 800, quest'anno solo online se ne contano oltre 400 e siamo solo ad iniziao maggio.

Forza Vale!!! :)




è online da qualche settimana il nuovo shop di Caffitaly un progetto italiano per la diffusione del nuovo modo di bere il caffè in casa lanciato a suo tempo da Nespresso e cioè le capsule da casa.

Caffitaly non è una marca di caffè, bensi una piattaforma: una sorta di social, o di capsula 2.0.
I piccoli torrefattori che non possono permettersi lo sviluppo di una piopria tecnologia possono unirsi alla famiglia caffitaly e oltre alla parte hardware possono sfruttare anche quella software e cioè lo shop online.

Accedendo al negozio Caffytaly quindi oltre alla scelta di aromi di caffè e bevande, si ha la scelta al momento tra 4 torrefattori: ecaffè, chicco d'oro, crem caffè e cagliari .

Ho curato come responsabile di progetto e usability manager, insieme a Fabio Ottaviani (graphic designer) e Luca Prosperi (programmatore) la realizzazione e la messa online.

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